Taratura termocoppie, sonde e strumenti di temperatura
Digitron Italia esegue la taratura di strumenti e sistemi di misura della temperatura nel proprio laboratorio, con emissione di certificati ACCREDIA: termocoppie, termometri a resistenza, termometri a dilatazione di liquido in vetro, catene termometriche e datalogger completi di sonda. Il servizio riguarda anche strumenti acquistati presso altri fornitori.
Quando serve la taratura
La periodicità dipende dal tipo di sensore e da come lavora. Una termocoppia impiegata a temperature elevate deriva più rapidamente di una sonda a resistenza usata in prossimità dell'ambiente, e due strumenti identici seguono intervalli diversi se uno resta in laboratorio e l'altro entra in un forno tutti i giorni.
Nelle termocoppie la deriva ha un'origine precisa: i cicli termici modificano nel tempo la composizione dei fili, e dove il metallo alterato attraversa un gradiente di temperatura si genera una tensione che non corrisponde più alla curva nominale. Per questo la deriva non si "vede" e non si corregge cambiando lo strumento indicatore: la termocoppia che ha lavorato un anno in un forno non è più quella che era all'inizio.
Il riferimento normativo di base è la ISO 9001:2015, che richiede di tarare o verificare a intervalli stabiliti gli strumenti usati per dimostrare la conformità del prodotto e di conservare evidenza della riferibilità dei campioni. Nei settori in cui la temperatura è un parametro critico di processo si aggiungono requisiti propri del comparto.
Le conseguenze di uno strumento non tarato sono proporzionali a quanto è lunga la catena che dipende da quella misura: un ciclo di sterilizzazione, un trattamento termico o una conservazione in cella vanno ricostruiti a ritroso fino all'ultima taratura valida.
Come viene eseguita
La taratura si esegue per confronto: le sonde dello strumento del cliente e dei campioni di lavoro vengono immerse nello stesso mezzo, scelto in funzione dell'intervallo, e le letture si confrontano dopo la stabilizzazione. I forni del laboratorio coprono da -196 °C a 1064 °C.
La dotazione comprende bagni, forni, multimetri, resistori e sonde di riferimento e di lavoro: termocoppie in metallo nobile e termometri a resistenza di platino. I campioni impiegati hanno di norma un'accuratezza almeno quattro volte superiore a quella dello strumento in prova.
Due dettagli determinano la qualità del risultato. Il primo è la profondità di immersione: una sonda immersa troppo poco disperde calore lungo lo stelo e legge un valore spostato verso la temperatura ambiente, indipendentemente dalla bontà del sensore. Campione e strumento in prova vanno immersi alla stessa profondità utile. Il secondo, sulle termocoppie, è la compensazione del giunto freddo: la tensione generata dipende dalla differenza fra le due estremità, e un errore sulla temperatura di riferimento si trasferisce interamente sulla misura.
Va poi deciso se tarare il sensore da solo o l'intera catena di misura, sonda più indicatore o datalogger. La taratura della catena completa descrive la misura reale ed è la scelta corretta quando sonda e strumento restano accoppiati; quella separata ha senso quando le sonde vengono scambiate fra strumenti diversi.
Il certificato di taratura
Il certificato identifica strumento e sonda con marca, modello e numero di serie, e riporta il mezzo utilizzato, i campioni con la loro riferibilità, i punti di taratura, il valore di riferimento e quello letto, lo scostamento e l'incertezza. Dove la taratura riguarda la catena completa, indica anche l'accoppiamento sonda-strumento a cui il risultato si riferisce.
Il certificato non scade: descrive lo stato dello strumento nel giorno della prova. La scadenza è l'intervallo che stabilite voi e che dovete poter giustificare in audit.
Strumenti che tariamo
I certificati ACCREDIA di temperatura vengono emessi per termocoppie, comprese quelle per alta temperatura; termometri a resistenza; termometri a dilatazione di liquido in vetro; termometri a quadrante; catene termometriche di indicatori e trasmettitori per termocoppie e termoresistenze; catene termometriche di datalogger, con trasmissione dei dati diretta o differita; misuratori di temperatura dell'aria; calibratori, sia misuratori sia simulatori. Rientrano anche i pirometri fotoelettrici e gli strumenti dotati di più sonde o di sonde a doppio elemento.
Sul catalogo il servizio copre i termometri portatili e le relative sonde, i datalogger di temperatura con le sonde con cui vengono utilizzati, i trasmettitori di temperatura e umidità installati su impianto e i calibratori con cui i clienti eseguono le verifiche interne.
Come richiedere il servizio
Gli strumenti vanno conferiti completi delle sonde con cui lavorano, indicando se la taratura deve riguardare la catena completa o i singoli elementi. Modalità di conferimento e tempi vengono confermati insieme al preventivo.
Oltre alla taratura in laboratorio il servizio comprende le mappature di camere climatiche, incubatori e forni, statici e dinamici, fino a 450 °C: sono verifiche che si eseguono sull'apparecchiatura installata e vanno concordate separatamente. Sugli strumenti che misurano più grandezze conviene valutare nella stessa richiesta la taratura di strumenti e sistemi umidità e la taratura di strumenti e sistemi della pressione.
Domande frequenti
I forni del laboratorio coprono da -196 °C a 1064 °C, e i campioni di riferimento sono termocoppie in metallo nobile e termometri a resistenza di platino. Per le mappature di camere climatiche, incubatori e forni il limite è 450 °C. In fase di preventivo vi viene indicato quale tipo di certificato è emesso per i punti che vi servono.
Dipende dalla temperatura di lavoro e dalla frequenza dei cicli: più alta è la temperatura, più rapidamente i fili si alterano. Si parte dall'indicazione del costruttore e si corregge in base agli scostamenti rilevati. Una termocoppia che ha subito temperature superiori a quelle previste va ricontrollata subito, indipendentemente dalla scadenza.
Insieme, se sonda e strumento restano accoppiati: il certificato descrive la misura che fate davvero, comprensiva del contributo di entrambi. Separatamente, se le sonde vengono scambiate fra strumenti diversi: in quel caso servono certificati distinti, e gli scostamenti si sommano quando si valuta l'errore della catena.
Perché una sonda poco immersa disperde calore lungo lo stelo verso l'esterno e legge una temperatura spostata verso quella dell'ambiente. L'errore può essere molto più grande di quello del sensore e non dipende dalla sua qualità. Per questo la profondità usata in taratura va rispettata anche nell'impiego quotidiano.
Sì, insieme alle sonde con cui vengono usati: i certificati ACCREDIA coprono esplicitamente le catene termometriche di datalogger, con trasmissione dei dati diretta o differita. Senza certificato la serie di dati registrata documenta un andamento, ma non dimostra un valore, e in audit non sostiene una non conformità né la esclude.
Sì, su camere climatiche, incubatori e forni statici e dinamici fino a 450 °C. È un servizio diverso dalla taratura dello strumento: verifica come la temperatura si distribuisce nel volume, individua i punti più caldi e più freddi e serve a decidere dove posizionare le sonde di sorveglianza in via permanente.
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