Digitron Italia esegue nel proprio laboratorio la taratura di strumenti e sistemi di misura della pressione — manometri analogici e digitali, barometri, trasduttori e trasmettitori installati su impianto — su un campo che si estende da -1 bar a 1000 bar. Il servizio è rivolto a reparti di manutenzione, laboratori, servizi di collaudo e responsabili qualità, e riguarda anche strumenti acquistati presso altri fornitori.

Quando serve la taratura

La periodicità dipende dall'uso. Un manometro che lavora vicino al fondo scala, che subisce colpi d'ariete o pulsazioni, o che viene smontato e rimontato spesso, deriva molto più in fretta di uno strumento di sorveglianza fermo a metà scala. La regola pratica è partire dall'indicazione del costruttore e correggere l'intervallo in base agli scostamenti osservati nelle tarature precedenti.

Sugli strumenti a molla Bourdon la deriva ha una causa meccanica: l'elemento elastico si deforma in modo permanente dopo sovrapressioni e cicli ripetuti, e lo strumento inizia a non tornare a zero. È il primo segnale, ed è anche il motivo per cui il controllo dello zero non sostituisce la taratura: uno strumento può azzerare correttamente e sbagliare in mezzo alla scala.

Il riferimento normativo di base è la ISO 9001:2015, che impone di tarare o verificare a intervalli stabiliti gli strumenti usati per dimostrare la conformità del prodotto e di conservare evidenza della riferibilità dei campioni. Dove la pressione è una grandezza di sicurezza e non solo di processo, si aggiungono i requisiti propri degli impianti soggetti a verifica periodica.

Le conseguenze di uno strumento fuori taratura si vedono a valle: un collaudo ripetuto, una prova di tenuta da rifare, un lotto la cui documentazione di processo non regge in audit.

Come viene eseguita

La taratura si esegue confrontando lo strumento del cliente con i campioni di riferimento del laboratorio, alimentando entrambi alla stessa pressione. La dotazione di riferimento comprende bilance di pressione, calibratori di pressione e trasduttori di pressione in mezzi liquidi o gassosi, scelti per precisione, ripetibilità e stabilità nel tempo. I campioni impiegati hanno di norma un'accuratezza almeno quattro volte superiore a quella dello strumento in prova.

Il confronto viene ripetuto su più punti distribuiti lungo il campo di misura, e ogni punto viene rilevato sia in salita sia in discesa: la differenza tra le due letture allo stesso valore è l'isteresi, che su uno strumento meccanico è spesso il contributo maggiore all'errore e che una prova a senso unico non rivelerebbe.

Vanno distinte le grandezze. La pressione relativa è riferita alla pressione atmosferica del momento, la pressione assoluta allo zero assoluto, la pressione differenziale allo scarto fra due punti: sono misure diverse e richiedono campioni diversi. I barometri appartengono al secondo gruppo e lavorano in un intervallo stretto attorno alla pressione atmosferica, dove conta la risoluzione entro poche decine di hPa più dell'ampiezza del campo.

Nella prova va considerata anche la quota: una differenza di altezza fra strumento e campione introduce un contributo dovuto alla colonna di fluido, che va compensato o documentato. Sui campi di pressione bassi pesa quanto l'incertezza dello strumento.

Il certificato di taratura

Il certificato identifica lo strumento con marca, modello, campo e numero di serie, e riporta condizioni ambientali, campioni impiegati, punti di taratura con i valori in salita e in discesa, scostamenti e incertezza. Su uno strumento analogico compare anche la risoluzione di lettura adottata, perché a parità di scostamento cambia il significato del risultato.

Il certificato non scade: fotografa lo stato dello strumento nel giorno della prova. La scadenza è l'intervallo che stabilite voi e che dovete poter giustificare; lo scadenzario si costruisce su quella data.

Strumenti che tariamo

Il laboratorio tratta indicatori e calibratori di pressione assoluta o relativa, manometri analogici a quadrante o a colonna di liquido, manometri digitali assoluti o relativi, manografi, trasduttori di pressione assoluta o relativa, trasmettitori con uscita in tensione o corrente, trasmettitori di pressione differenziale e barometri analogici o digitali.

Sul catalogo il servizio copre i manometri analogici e digitali da officina e da quadro, i trasmettitori di pressione differenziale usati per la sorveglianza dei filtri e dei gradienti fra ambienti, i barometri e i sensori di pressione atmosferica delle stazioni meteorologiche e i calibratori di pressione con cui i clienti eseguono le proprie verifiche interne, che vanno tarati come e più degli strumenti di lavoro. Tariamo anche strumenti acquistati altrove, purché identificabili e funzionanti.

Come richiedere il servizio

Gli strumenti possono essere consegnati presso la sede oppure inviati al laboratorio; modalità e tempi di lavorazione vengono confermati insieme al preventivo. Per i parchi strumenti numerosi conviene lavorare a lotti con periodicità comune, riducendo le fermate e i rientri.

Per il preventivo servono marca, modello, campo di misura e numero di serie di ciascuno strumento, il tipo di certificato richiesto e i punti di taratura, se già stabiliti. Sugli strumenti combinati conviene valutare nella stessa richiesta la taratura di strumenti e sistemi umidità e la taratura di strumenti e sistemi di temperatura.

Domande frequenti

Il campo di misura del laboratorio va da -1 bar a 1000 bar, e copre pressione relativa, assoluta e differenziale. I riferimenti impiegati sono bilance di pressione, calibratori e trasduttori in mezzi liquidi o gassosi. In fase di preventivo vi viene indicato quale tipo di certificato è emesso per i punti che vi servono.

Dipende da quanto lo strumento lavora vicino al fondo scala, dalla presenza di pulsazioni o colpi di pressione e dalla criticità della misura. Si parte da quanto indica il costruttore e si corregge dopo due o tre cicli in base agli scostamenti osservati. Uno strumento che ha subito una sovrapressione va ricontrollato subito, indipendentemente dalla scadenza.

Perché gli strumenti meccanici non ripercorrono la stessa curva nei due versi: allo stesso valore di pressione la lettura ottenuta salendo e quella ottenuta scendendo differiscono. Quella differenza è l'isteresi, ed è un contributo reale all'errore. Una prova eseguita in un solo verso non la mostra e restituisce un quadro più favorevole del vero.

Sì. I barometri misurano pressione assoluta in un intervallo stretto attorno al valore atmosferico, e vanno tarati con campioni adatti a quel campo: un campione pensato per alte pressioni non ha la risoluzione necessaria. Per i sensori installati su stazione va concordato se conferire il solo sensore o l'intera catena di misura.

Sì, ed è il dato più utile insieme al modello. Il campo determina quale campione viene impiegato e quanti punti servono: un manometro da pochi bar e uno da centinaia non seguono lo stesso percorso di prova. Indicare anche il tratto in cui lo strumento lavora davvero permette di concentrare lì i punti di taratura.

Il certificato riporta comunque i valori rilevati, che servono a valutare l'effetto dell'errore sulle misure fatte fino a quel momento. Sugli strumenti regolabili si valuta l'aggiustamento seguito da una nuova taratura; sui manometri analogici la sostituzione è spesso più conveniente della riparazione, e l'indicazione arriva insieme all'esito della prova.

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